Pare che la maggior parte degli abitanti di Roma non ci sia mai stato. O che addirittura nemmeno sia a conoscenza della sua esistenza. Ma durante una vacanza nella capitale, tra Colosseo, Fontana di Trevi e Piazza San Pietro, sarebbe bene lasciare un piccolo spazio per il Quartiere Coppedè.

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Il quartiere Coppedè è situato a Roma, nel quartiere Trieste, tra piazza Buenos Aires e via Tagliamento, a meno di 10 minuti a piedi dall’Hotel Kent Roma.

Prende il nome dall’architetto che lo ha progettato, Gino Coppedè. È composto da diciotto palazzi e ventisette tra palazzine ed edifici disposte intorno al nucleo centrale di piazza Mincio.
Per la sua particolare architettura il Quartiere Coppedè fu scelto dal regista Dario Argento come sfondo per alcune scene dei suoi film, tra i quali “Inferno” e “L’uccello dalle piume di cristallo”, e nel 1976 dal regista Richard Donner per le sequenze iniziali del film “Il presagio”. Tra i film girati nel quartiere si ricorda anche il film noir del 1974 “Il profumo della signora in nero” del regista Francesco Barilli e “Il Cielo In Una Stanza” di Carlo Vanzina.

Un fantastico miscuglio di arte Liberty, Art Decò, con infiltrazioni di arte greca, gotica, barocca e addirittura medievale.
Dagli inizi  del ‘900 si articola intorno a piazza Mincio, dove lo spazio centrale è occupato dalla Fontana delle Rane: un’imponente fontana popolata appunto da 12 rane, anche nota per il bagno che i Beatles vi fecero vestiti dopo un loro concerto tenuto nella vicina discoteca Piper.

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Gli edifici del quartiere Coppedè hanno nomi singolari. Ci sono, tra i vari, i cosiddetti “Villini delle Fate”, dalle raffinatissime facciate esterne, dorate e con numerose figure di donne dipinte sopra. In queste palazzine dove si alternano travertino, terracotta, vetro, ferro battuto e legno viene esaltata Firenze, con la scritta “Fiorenza sei bella”: non a caso,  si possono riconoscere le figure di Dante e Petrarca.
Tra gli altri spicca il “Palazzo del Ragno”, il nome è dovuto dalla decorazione sul portone d’ingresso principale, al terzo livello vi è un balconcino con loggia. Sopra di esso vi è un dipinto color ocra e nero raffigurante un cavaliere tra due grifoni sormontato dalla scritta «Labor».

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Le particolarità che questo complesso di case offre sono tantissime, tanto che sarebbe un lavoro davvero lungo elencarle tutte.
Nel passeggiare all’interno delle vie del quartiere Coppedè ci si sente avvolti in un’atmosfera quasi fiabesca e per questo lo consigliamo come meta turistica a tutti i nostri clienti.
Speriamo possa regalarvi un’esperienza indimenticabile e farvi scoprire, passeggiando tra le suggestive architetture, un particolare e poco noto angolo di Roma

Viaggiatori, buon viaggio!